lunedì 2 gennaio 2012

Toccata e fuga

Eh....i figli i figli...quante preoccupazioni! Considerando la mia carriera di mamma, di ricordi belli ne ho tanti, per fortuna, ma purtroppo, come in una medaglia, un lato non e' come l'altro e quindi anche episodi sgradevoli, a volte, riemergono nella mia memoria. In merito all'età scolare del mio primogenito, ricordo che mediamente due volte l'anno (scolastico), mi toccava affrontare una tortura fisica e psicologica non indifferente. Vere e proprie sevizie...mediamente 2 pomeriggi l'anno di tormento...disgusto..vergogna, sto chiaramente parlando dei ..COLLOQUI CON I PROFESSORI!!!!! Vivevo quei momenti tragicamente! Già il momento della presa visione di quella paginetta sul diario che annunciava data e ora del mio appuntamento con i miei "aguzzini"...ricordo che mi causava sudorazione...palpitazioni... secchezza delle fauci.. e nausea mista a metereorismo intestinale. Firmata la paginetta con mano tremante...aspettavo quel giorno con malessere sempre crescente e fattami coraggio, il giorno della condanna andavo all'incontro pronta a porgere la guancia..la spalla e anche altro. Gli insegnanti sembravano aspettassero solo me per sfogare tutte le loro frustrazioni..lavorative..familiari ..sociali..e con registri alla mano...manifestavano tutto il "bene" che volevano a mio figlio...bimbo alquanto vivace ed interessato a tutto ..fuorchè alla scuola! E' superfluo ricordare che questi episodi si sono ripetuti per anni ...tutti gli anni della breve carriera scolastica del pargoletto.
Scuole elementari, medie , superiori...cambiavano i teatri..cambiavano gli attori, ma la commedia era sempre la stessa!
Spesso i corsi sportivi (danza, nuoto, tennis, judo... si concludono con un "saggio", il momento "clou" per lasciarci un buon ricordo dell'impegno di tutto un percorso...!
Ma ritorniamo al racconto, terzo anno da geometra...Gennaio...paginetta...firma...coliche...stesso iter!
Arrivo a scuola nell’orario di ricevimento dell'insegnante di lettere, sono sempre più provata, stanca stressata da quelle torture e....... e......ci mancava solo il “saggio” finale!
La scuola era dotata di una porta di accesso che si apriva solo dall’interno. Per accedere era necessario suonare e la bidella di turno, apriva facendoti accomodare.
Bussai alla porta, la bidella con un andamento incerto venne ad aprirmi, chiesi del mio "aguzzino" pronta al martirio. Ricordo di essere rimasta di spalle vicino alla porta di ingresso e mentre guardavo verso l'atrio, con la mano sospesa a mezz’aria, aspettavo che la porta si richiudesse o meglio, aspettavo che la porta rimbalzasse sulla mia mano, in modo da lasciarla richiudere dolcemente dopo il mio passaggio.
Questo è quello che speravo!
Nel frattempo, dietro di me, mentre la porta era semiaperta, s'era intrufolato un papà... un altro probabile martire, e la mia mano anziché toccare la porta che si richiudeva, entrò in contatto proprio con il punto piu' basso ed oscuro di quell’uomo!
Insomma... invece di toccare la tonda maniglia della porta, "toccai con mano" tutt'altra cosa!
Mi volsi atterrita incrociando lo sguardo incredulo, ma un po' divertito, di quel tale che ne frattempo era rimasto immobile in mezzo all’uscio!
Scappai via a testa bassa, colma di imbarazzo...!
Quello fu il mio ultimo colloquio con “saggio” finale!

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